La giovane attivista per il diritto all’istruzione Malala Yousafzai si laurea: una straordinaria storia di coraggio e determinazione

Malala Yousafzai si laurea
Malala Yousafzai si laurea

Oggi l’attivista pakistana Malala Yousafzai si è laureata a Oxford a soli 22 anni. Una notizia straordinaria per una giovane donna che, nonostante un terribile attentato, si è sempre battuta per il diritto all’istruzione. Un impegno che nel 2017 le è valso il premio Nobel.

Il miracolo di Malala Yousafzai: perseguitata perché voleva studiare, oggi si laurea a 22 anni

La storia di questa ragazza è un esempio di determinazione e coraggio.

Quando Malala aveva undici anni, un gruppo di estremisti Talebani prese il controllo del suo villaggio, Mingola, a nord del Pakistan, instaurando un regime oppressivo che vietava, tra le altre cose, di ascoltare musica, suonare uno strumento e avere un’istruzione. Queste restrizioni erano ancor più rigide nei confronti delle donne.

È così che Malala Yousafzai, sostenuta dalla sua famiglia, ha iniziato la sua lunga lotta per il diritto all’istruzione delle donne. La giovane diviene un personaggio talmente scomodo, per l’efficacia del suo impegno, che nel 2012 subisce un gravissimo attentato: un uomo dal volto coperto le le spara in testa, ma Malala miracolosamente si salva.

Venne ricoverata e trasferita a Birmingham, nel Regno Unito. Dieci giorni dopo si è risvegliata e, a seguito di una lunga convalescenza, ha ripreso con ancora più determinazione le sue battaglie per l’accesso all’educazione delle donne e dei bambini in ogni parte del mondo.

L’impegno per il diritto all’istruzione di donne e bambini

Dopo il vile attentato che le è quasi costato la vita, Malala Yousafzai ha lottato per una piena ripresa e insieme al padre, ex insegnante in una scuola per bambine e fonte di grande ispirazione per Malala, ha deciso di creare “Malala fund”, un’organizzazione no-profit che si impegna a diffondere il diritto allo studio per donne e bambini in tutto il mondo.

Malala è, da allora, promotrice di importanti progetti, soprattutto nei paesi in via di sviluppo, che possano offrire alle donne dei percorsi di istruzione, in contrasto con quei regimi autoritari e conservatori che invece vorrebbero rilegarle a ruoli sempre più marginali per soggiogarle. Allo stesso modo, l’impegno della giovane pakistana cerca di garantire a quanti più bambini possibile un equo accesso alla scuola, indipendentemente dalla loro condizione economica.

Il monumentale esempio Malala Yousafzai: il valore della scuola, i diritti delle donne

È così che nel 2014 diventa la più giovane donna a ricevere il premio Nobel per la pace, all’età di 17 anni.

Quella di Malala Yousafzai è davvero una storia straordinaria, fatta di determinazione, voglia di vivere, amore per la conoscenza, rispetto per il prossimo e riscatto. 

È emozionante sapere che questa giovane donna si è laureta in una delle più prestigiose università del mondo, in barba a chi ha provato in tutti i modi a negarle il diritto all’istruzione, arrivando addirittura ad attentare alla sua vita.

In questi giorni, in cui si è molto parlato di buttare giù una statua dedicata ad un noto giornalista italiano e di un’altra bambina venduta come una schiava sessuale, voglio pensare all’esempio positivo di Malala e considerala come un monumento vivente, un monumento che si erge a ricordarci il valore del nostro sistema di istruzione e che purtroppo deve essere fatto ancora tanto per i diritti delle donne.

È guardando a questo monumento che dobbiamo continuare a ricostruire, passo dopo passo, le nostre scuole, le nostre università, dopo l’incuria e lo scempio in cui sono cadute negli ultimi decenni. Così come dobbiamo ancora combattere per i soprusi e le ingiustizie che le donne continuano a subire nel mondo.

Lo dobbiamo fare per le nostre e i nostri giovani, per tutte le Malala che esistono, piene di voglia di vivere e di amare.

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